MOMBELLO

Il manicomio di Mombello è una struttura molto particolare, affacciandosi all’interno di queste mura si potrebbe pensare di aver fatto un balzo dentro un film dell’orrore, eppure una volta, esattamente nel XIV secolo, era una villa sfarzosa; costruita dai nobili lombardi Pusterla, un complesso enorme di quasi un milione di metri quadrati, fatto di padiglioni ricchi di ornamenti, giardini curati, il tutto cintato da mura alte due metri, forse per accentuare la netta separazione tra lo sfarzo interno e il mondo esterno.
Ma fu nel 1863 che Villa Pusterla-Crivelli-Arconati, acquistata dal Comune di Milano, divenne l’ospedale psichiatrico Giuseppe Antonini, noto a tutti come il «manicomio di Mombello».
Oggi non esiste quasi più nulla di quella cittadella che ospitava gli uffici amministrativi, ma anche un panificio, una lavanderia, un teatro e una piccola ferrovia per trasportare le merci; di tutto questo si è salvata solo Villa Crivelli, attuale sede dell’Istituto tecnico agrario e le palazzine che ospitano l’Istituto commerciale per periti aziendali e il «Corberi», una casa d’ accoglienza per malati psichici gravi.

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