Villa Moglia emerge tra i poggi della collina chierese: da un lato campi coltivati a grano turco, dall’altra viti dell’ex istituto agrario Bonafous. Un lungo sentiero accoglie i
visitatori, non autorizzati, che si dirigono verso il cancello in ferro ricoperto dall’edera: da lontano si possono vedere ampie porzioni del tetto sfondato. Il parco secolare ormai sembra divorarla, con i rampicanti che ricoprono i muri esterni e infestano le volte affrescate: il patio sul retro è invaso dai rovi che salgono fino a raggiungere il terrazzo sopra. Gli affreschi, danneggiati irrimediabilmente dall’umidità e dai murales, raccontano il passato nobiliare, tra passione per la Cina delle figure rappresentate al piano nobile e l’arte della caccia nelle alte volte del piano terra.
Qui file di sedie da cinema testimoniano pure la presenza dei seguaci di Don Bosco che sfruttarono una manica per costruire uno dei tanti teatrini salesiani del Piemonte.




